Bellezza del cane

Cane da lavoro o cane da bellezza?

Definire il concetto di bellezza è impresa ardua.

Volerlo fare passando attraverso il filtro della propria soggettività è un’arrogante dichiarazione di guerra. Una guerra che non può concludersi se non con una sconfitta.

C’è chi ha provato a definire la bellezza come:”l’armonia fra le parti”.

I più miopi si sono accesi di passione e, muniti di centimetro, hanno cominciato a prendere le misure di tutto.

Altri, dimostrando una visione più estesa, hanno inteso “le parti” come quella fisica, quella psichica e quella spirituale o emotiva.

La fine di questa disputa, a mio avviso, può essere rappresentata dai tre principi fondamentali enunciati da Vitruvio.

bellezza del cane definizione di Vitruvio

 

 

 

Stabilità.
Funzionalità.
Bellezza.

 

Dove la bellezza si presta ad essere funzionale veicolo dei contenuti che l’opera vuole trasmettere.

Io sono appassionato di cani da pastore e fortunato compagno di quattro bordercollies.

Pochi passi fuori dall’uscio in loro compagnia sono sufficienti a proiettarmi nella loro dimensione.

Ma non sono una vittima di questa condizione, li ho scelti consapevolmente e sono felice di poter riconfermare ogni giorno la mia soddisfazione per questa scelta.

Altri, con gusti differenti dai miei, sceglieranno di condividere la loro vita con cani di differenti razze.

Così la nostra scelta, fatta secondo il nostro gusto, rappresenta al contempo anche un impegno, una promessa.

Cosa accade quando chi acquista i cani o chi alleva i cani non rispetta le tre regole sopra citate?

Accade che si spezza un equilibrio e si cominciano ad acquistare cani e ad allevare cani senza responsabilità.

Non credo affatto che tutti i padroni di bordercollie debbano essere dei pastori, né che chi acquista un husky debba andare in giro con una slitta.

Ma cane e padrone devono voler e poter viaggiare sulle stesse note.

Un filo invisibile deve collegarli e renderli protagonisti di una storia tutta loro.

 

Bellezza e armonia

Sarà in questa armonia che potremo apprezzare la bellezza.

Non la bellezza del cane in sé, né tanto meno quella del suo padrone.

Ma l’armonia fra le parti.

Garantire che la cinofilia possa continuare a offrire questo insegnamento e questa preziosa opportunità credo spetti ad allevatori ed educatori.

Beh, c’è davvero da augurarsi che svolgano il loro ruolo secondo coscienza e non inseguendo futili motivazioni commerciali o di vana gloria.

 

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Alessandro Coppola
Bellezza del cane

 

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Cane da bellezza o cane da lavoro?
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Cosa accade quando chi acquista i cani o chi alleva i cani non rispetta le tre regole della bellezza del cane che ho citato nel mio articolo?
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