E’ possibile ridurre o estinguere il comportamento predatorio del cane?

Istinto di predazione: come controllarlo

L’ istinto di predazione non è da considerarsi come la manifestazione di un gusto cruento del cane verso l’attività della caccia o il sapore del sangue.
Certo, è possibile orientare il nostro cane verso questa direzione, se lo si desidera.

Ma vorrei occuparmi di questo argomento per aiutare coloro che invece sono impegnati nel tentativo di ridurre, inibire o controllare i comportamenti predatori del loro cane.

In questi casi, l’ istinto di predazione si consuma ai danni di corridori, ciclisti, automobili, motociclette, bambini e altro.

istinto di predazione: cane rincorre macchine

Il cane ha una percezione visiva molto confusa. Per indagare la realtà si appoggia in modo prevalente sui sensi di olfatto e udito che invece sono molto sviluppati.

Nella confusione visiva di un mondo dai contorni non ben definiti, un oggetto in movimento, anche a lunga distanza, diventa visibile attirando l’interesse e l’attenzione del cane.

L’ istinto di predazione, e quindi il comportamento predatorio, si innesca a causa del movimento.

A questo proposito mi sono stati riportati centinaia di episodi più o meno gravi.

L’atto della predazione ha inizio e spesso si consuma nella più totale impotenza del padrone del cane e di tutti i presenti.

Tutti loro saranno stati testimoni, e da quel momento diverranno divulgatori, della pericolosità e inadeguatezza del cane in contesti sociali e urbani.

Tali avvenimenti mi spinsero ad interessarmi allo studio dell’istinto di predazione e alla ricerca di una soluzione.

Se vogliamo che il cane venga accettato e che gli occhi dell’opinione pubblica siano puntati sulle sue qualità dobbiamo dimostrare di conoscere e di controllare i suoi limiti e i potenziali incidenti che ne possono derivare.

L’ istinto di predazione può essere attivato da un evento esterno, come un ciclista in lontananza o una macchina che passa.

Come ridurre o estinguere l’ istinto di predazione del cane?

Se desideriamo che questa eventualità si riduca o si estingua del tutto, sarebbe utile cominciare a non provocarne l’attivazione. Come? Evitando giochi che la riproducano e che mantengono il cane in un costante stato di eccitazione.

Lanciare palline, legnetti e dischi di vario genere senza aver cura di disciplinare questo gioco, quindi senza alcuna richiesta di controllo e attenzione, può per alcuni soggetti rappresentare una pericolosa sollecitazione dell’ istinto di predazione.

Altri soggetti invece, seppur non particolarmente stimolati, potranno esibire un comportamento di tipo predatorio col pretesto di difendere il loro territorio, o per paura o solo per noia.

Ogni caso è il prodotto di molti fattori.

Di alcuni di questi siamo responsabili noi. Potrà essere sufficiente un leggero cambiamento nelle nostre abitudini per portare la relazione “sotto controllo”.

Altre volte, invece, il comportamento indesiderato dipende da caratteristiche innate del nostro cane. E per venirne a capo sarà necessario un po’ più di impegno e un importante lavoro di prevenzione.

Per questi motivi un percorso di educazione del cane deve essere formulato e proposto a misura di binomio. Avendo cura di riconoscere le effettive cause di un comportamento. E sapendo offrire soluzioni e strategie differenti ad ognuno.

istinto di predazione nel cane annoiato

Alessandro Coppola

 

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Istinto di predazione del cane
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Se desideriamo ridurre o estinguere del tutto il comportamento predatorio del nostro cane, sarebbe utile cominciare a non provocarne l’attivazione evitando giochi che la riproducono e che mantengono il cane in un costante stato di eccitazione.
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2 thoughts on “E’ possibile ridurre o estinguere il comportamento predatorio del cane?

  1. Ho fatto sequestrare dalla polizia un cucciolo di un mese che mi hanno offerto due drogati per strada. Mi hanno detto che l’avevano rubato e volevano 50 euro. Una femmina meticcia incrocio tra un pittbull e qualcos altro. Questo succedeva a Roma un pò meno di due anni fa. L’ho portata in campagna dove vivo, in provincia di Firenze. Un anno fa ha preso il gatto di amici, l’ha scosso in aria due o tre volte ma il gatto é riuscito a scappare e quando gli amici lo hanno esaminato presentava solo due graffietti. L’aveva afferrato solo con i dentini davanti, non con i canini.
    Dopo qualche mese ha inseguito un giovane capriolo di taglia simile alla sua (il cane é all’incirca alto come un labrador ma un pò meno robusto). É riuscita a raggiungerlo quando il capriolo é arrivato al confine di una grande vigna e ha sbattuto contro la rete. Io sono arrivata quasi subito e sono riuscita a separarla e alegarla ad un albero. Il capriolo, seppure un pò barcollante, ê riuscito a scappare. Aveva solo un pò di sangue sulla testa ma non ferite gravi. Per altro i proprietari della vigna l’avrebbero trovato se fosse morto perché ogni giorno percorrono tutto il perimetro della proprietá per riparare i varchi che i cinghiali si creano distruggendo la rete.
    Invece due giorni fa é ruuscita a raggiungere di nuovo un capriolo sempre grande più o meno come lei e sempre dopo che il capriolo era arrivato alla rete non riuscendo a saltarla (cosa che invece gli adulti riescono a fare). Questa volta l’ha morsicato più volte sul collo mentre io correvo verso il punto in cui si trovavano. Ho legato il cane ad un albero e ho chiamato l’emergenza animali selvatici feriti che é arrivata dopo circa un’ora. Se lo sono portato via faticando non poco a chiuderlo in una cassa per il trasporto. Il che, a detta loro, poteva essere un buon segno perché il capriolo seppur paralizzato dallo spavento, aveva ancora molte forze. Ma quando ho telefonato la mattina dopo mi hanno detto che era deceduto. Ora non so più cosa fare. Ho paura a fare anche solo una passeggiata senza tenerla al guinzaglio. L’emergenza acqua fa si che ne entrino parecchi nelle vigne non tanto per l’uva ancora acerba ma per le foglie. In questa stagione non se n’erano mai visti cosí tanti. E in questi due anni ho fatto sempre lunghe passeggiate con il cane che correva, annusava ma non é mai successo niente. Sono cosí terrorizzata che penso di tornare a vivere a Roma. O di darla via. Ma questa seconda soluzione oltre ad essere difficile, mi spezza il cuore. Aiuto.

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