10 anni di Casa Vaikuntha

2009-2019 10 anni di casa vaikuntha

2009-2019 casa vaikuntha festeggia 10 anni di attività

Per chi venisse, solo ora, a contatto con le attività e gli argomenti di Casa Vaikuntha, potrebbe risultare faticoso capire come e perché in un percorso di educazione del cane si voglia dare tanto rilievo al tema della fiducia.

Il 4 giugno 2019 Casa Vaikuntha festeggerà il suo primo decennio di attività.

Da adesso fino alla celebrazione di questo anniversario mi piacerebbe provare a rievocare e condividere con voi tutti i passi che, fino ad ora, sono stati determinanti a definire forma e senso di quel percorso di relazione ed educazione del cane che tutti i giorni rivolgo a chi sceglie di svolgerlo insieme a me.

E lo farò attraverso una serie di brevi video che troverete qui di seguito.

10 anni di casa vaikuntha buona visione

 

step 1 – che cos’è l’educazione del cane

Cominciamo con il definire che cos’è l’educazione. L’educazione è quel comportamento che un individuo manifesta in modo spontaneo e che si dimostra essere adeguato al contesto nel quale si trova. Quindi la risposta condizionata ad un comando non ha niente a che vedere con l’educazione.

Ad aiutarci ulteriormente a comprendere che cos’è l’educazione ci sono gli adagi della tradizione, i proverbi: tale cane tale padrone, tale padre tale figlio, dimmi con chi vai e ti dirò chi sei…
Così possiamo proprio capire che, nella condivisione di tempo e di contesti, gli individui rimangono contaminati l’uno dall’altro.

Il più interessante insegnamento che ho avuto la possibilità di ricevere a riguardo si esprime così:
”la mente prende la forma di ciò su cui poggia l’attenzione”.

Ecco che se noi rimaniamo attratti, affascinati e appoggiamo eccessivamente la nostra attenzione sul cane, diveniamo il cane.

Deve avvenire invece il contrario. Dobbiamo muoverci, saperci muovere, saperci comportare in modo tale che sia il cane a rimanere interessato a noi, attratto, affascinato tanto da divenire noi.

È per questa ragione che il percorso di educazione del cane ha così tanto a che fare con noi.

Sarà l’opportunità di tentare di divenire la versione migliore di noi e quindi sviluppare la miglior versione del nostro cane.

 

STEP 2 – I SENSI DI PERCEZIONE DEL CANE: LA VISTA

Definito il significato del termine “educazione”, il passo immediatamente successivo è quello di stabilire chi è e che ruolo ha l’educatore.
Ed è presto detto: l’educatore è colui che dovrebbe incarnare quel modello di comportamento che desidera rivolgere e far emergere nell’altro.

L’altro nel nostro caso è il cane.

Credo che possiamo capirlo e conoscerlo se sapremo attraverso quali strumenti di percezione legge la realtà.

Il primo senso di percezione di cui mi voglio occupare è la vista perchè per noi la vista è molto importante.
Noi ricaviamo la stragrande maggioranza delle nostre impressioni ed informazioni proprio dalla vista. Così le luci, i colori e le forme delle cose determinano la nostra realtà.
Ma così non è per il cane che invece ha una vista molto molto confusa e in questa confusione visiva gli oggetti in movimento rappresentano una forte attrazione.
Questo fenomeno è conosciuto come istinto predatorio.
Allora non sarà una buona idea allenare l’istinto predatorio lanciando il cane senza controllo a rincorrere palline e dischi perchè questo tipo di allenamento potrebbe sfociare in incidenti.
Il cane potrebbe essere attratto ancora di più, a causa dell’allenamento che abbiamo sviluppato, da macchine, motorini, ciclisti, pattinatori, biciclette. E quindi provocare incidenti e trasformare quelle che potrebbero essere delle piacevoli passeggiate in incubi.

Se da una parte questa è una conoscenza che vuole essere di prevenzione degli incidenti, da un’altra può rappresentare una prima didattica, perchè anche noi potremo decidere di essere oggetto in movimento e scegliere di adottare andature o particolari posizioni nello spazio in modo tale da interessare il cane e offrirgli così I primi rudimenti dell’educazione.

 

step 3 – i sensi di percezione del cane: l’olfatto

Tutti sappiamo che il cane è dotato di un olfatto eccezionale.
Non è altrettanto chiaro a tutti però che cosa comporti l’uso di un eccezionale olfatto.

Così, possiamo essere colti da delle emozioni, uno spavento improvviso, un’ansia, un’eccitazione e questi stati d’animo possono provocarci delle condizioni fisiche come un mal di pancia, un mal di testa, una tachicardia.

Questa chimica organica si traduce in un odore, e questo odore è riscontrabile dal cane che quindi svilupperà una visione certa di quelle che sono le nostre condizioni.
Quindi si può dire che non è possibile mentire al cane.

Non è per esempio possibile trasudare preoccupazione e rivolgerci al cane chiedendogli di stare tranquillo.

A volte qualcuno racconta di sentirsi così ben compreso dal proprio cane che gli pare abbia un sesto senso. Ecco, non ha un sesto senso bensì un olfatto eccezionale.

E ancora, il cane è in grado di arrivare in un luogo e attraverso l’olfatto trarre informazioni riguardo a quanto è avvenuto in quel luogo.
Quindi a formulare non un’ipotesi di realtà, ma averne una visione certa.

Questo significa avere un olfatto eccezionale.

 

STEP 4 – I SENSI DI PERCEZIONE DEL CANE: l’udito

Riguardo al senso di percezione dell’udito, non mi interessa riportare quanto sia più sensibile l’udito del cane rispetto al nostro o quali alte e basse frequenze sia in grado di percepire. Vorrei invece che si capisse che se non avrà sviluppato interesse ad orientare l’ascolto verso di noi, il nostro cane ci apparirà praticamente sordo.

Quindi è unendo questa percezione sensoriale alle altre già descritte che possiamo disegnare la forma del dialogo possibile con il nostro cane. Lo sviluppo della sensibilità di ascolto e la possibilità che il nostro parlato sortisca nel cane la stretta attrattiva di un odore o di un movimento dipenderà dalla puntualità e dalla coerenza con la quale sapremo rivolgerci a lui.

Faccio un esempio, predispongo il corpo all’apertura, apro le spalle, inclino la schiena qualche grado indietro e muovo qualche passo, camminando all’indietro, e facendo vibrare il mio invito con sincero sentimento di accoglienza: “Vieni”.

Adesso noi siamo appena rientrati da una passeggiata durante la quale I miei cani si sono rincorsi, hanno giocato, e poi mi sono seduto a preparare questo video e loro, senza alcun invito, hanno scelto di mettersi in queste posizioni di riposo.

Adesso li chiamerò, uno alla volta. “Hari qui da me, bravo lupetto”, “Sat vieni, bravo Sat”, “Radhe, brava”, “Seva, brava Seva, brava”. Ecco, così ci sono tutti.

Non pensiate che questo sia il risultato di una ripetizione di esercizi o di un addestramento, io non sono un educatore molto disciplinato. Se voi volete esserlo, non c’è niente di male, divertitevi pure, apparirà al cane come un gioco se sapremo fare le cose bene.

Non fate durare questo gioco troppo a lungo, non fate sessioni di educazione ed esercizi che durano più di un minuto, un minuto e mezzo, perchè se diventa una cosa noiosa, se non c’è questa spontaneità nel lavoro, allora il cane potrebbe cominciare ad evadere gli esercizi di educazione.

Buon lavoro!

 

STEP 5 – I SENSI DI PERCEZIONE DEL CANE: IL TATTO

Ho affrontato i sensi di vista, olfatto e udito. L’ho fatto nella forma e nella misura in cui risulta utile al mio scopo e nella descrizione di un metodo che ho sviluppato in più di 20 anni di attività e che descriverò giorno per giorno.
Ciò non toglie che molte altre informazioni possano essere ricercate e aggiunte.

Oggi è il momento del tatto.

C’è chi afferma che sia etologicamente sbagliato abbracciare il cane.

Certamente sconsiglio a chiunque incontrasse un lupo di gettargli le braccia al collo e anche l’approccio con un cane sconosciuto, o che non abbia avuto precedenti esperienze di relazione con l’uomo, o peggio che ne abbia avute di sgradevoli, dovrebbe essere privo di quelle che consideriamo le più consuete manifestazioni di affetto.

In questi casi la conoscenza etologica di interazione con il cane dovrà essere praticata con sensibilità e rispetto.

Ma veniamo a noi! Ai cani che abitano i nostri appartamenti, che ci saltano sulle gambe e vengono a metterci il muso sotto al braccio se non gli diamo attenzione per 5 minuti.
E che dire di quei bambini che hanno mosso i loro primi passi aggrappandosi al pelo del cane di casa e quel cane, semplicemente, li ama.

I nostri cani hanno la loro natura, è vero, ma il contesto ha già dimostrato di essere più determinante dell’istinto nello sviluppo del comportamento.

Il miglior suggerimento che mi sento di rivolgere riguardo a relazione con il cane e senso di percezione del tatto è di fare un frequente e scrupoloso uso della spazzola.
Che il momento della spazzolatura sia cura, indagine delle condizioni fisiche, coccola, richiesta di pazienza se il cane mostra di mal tollerarla.

Inoltre, non dobbiamo considerare il cane “terapeutico” quando siamo tristi, arrabbiati, depressi e troviamo sollievo nell’affondare i nostri umori neri nel suo morbido pelo e farlo diventare una spugna delle nostre porcherie.

Il cane è realmente terapeutico ma lo è quando, una volta capito il legame che ci unisce a lui e la sua incredibile sensibilità, vorremo svolgere con consapevolezza e responsabilità il nostro ruolo, imparando a non indugiare in stati d’animo che possano essergli nocivi.

Così, abbracciate il cane se siete felici e qualche volta anche se siete un po’ tristi.

Non è mai una buona idea aderire troppo rigidamente agli insegnamenti. È meglio acquisirli e, attraverso un percorso e il passare del tempo, armonizzare a questi la nostra personalità.

 

STEP 6 – LA COMUNICAZIONE

Avere descritto i sensi di percezione del cane è stato utile a dare una prima definizione di quella che è la forma mentale del nostro interlocutore.
Comunicare significa proprio questo, significa confezionare il nostro messaggio in modo che risulti chiaro e gradito all’altro.

Così, l’impiego del nostro corpo, della nostra voce e la ricerca di quegli stati d’animo che con maggiore chiarezza si prestano ad essere veicolo delle nostre intenzioni, ecco, tutto questo rappresenta il nostro sforzo comunicativo.
Attraverso questo sforzo la comunicazione diviene ciò che avrebbe sempre dovuto essere: un’offerta.

Non possiamo imporre niente a nessuno, possiamo solo fare delle proposte. Le risposte che riceveremo dimostreranno il valore, alto o basso, della nostra proposta.

Così, ecco che comincia a svelarsi il senso del cane, quale preziosa opportunità rappresenta per l’uomo.

Durante il percorso di educazione del cane ci troveremo a condividere con lui momenti di piacevole intesa e altri di incomprensione, o addirittura conflitto.
Tutto materiale utile a scoprire in cosa e quanto la nostra personalità possa essere migliorata.

Come nella migliore tradizione pedagogica il bravo educatore è quello che non smette mai di imparare, anche dai suoi allievi.

Dovremo essere così sensibili da intendere, e così umili da accettare, e così coraggiosi da mettere in atto quel cambiamento che avrà origine nell’intimo e discreto rapporto con il nostro cane, ma i cui frutti troveranno modo di venire condivisi con tutti.

Chiudo questo video ben consapevole di aver aperto molte finestre su argomenti che necessitano di approfondimento e lo farò, desidero sinceramente farlo.

A presto

 

 

continua nei prossimi giorni…

 

 

rimani collegato

 

 

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Alessandro Coppola Casa Vaikuntha
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