Il cane mutilato

Ci identifichiamo talmente con il nostro corpo da non sapere più chi siamo.
Non ero i muscoli e la folta chioma di capelli che credevo di essere a 20 anni, oggi non li ho più e sono ancora io.
Certo, sono stato fortunato a non perdere un arto, o la vista, o altro, ma con l’esperienza acquisita saprei, con molta fatica e sperando di poter contare sull’aiuto di chi mi ama, di essere sempre io.
Ho potuto osservare e accompagnare cani nella malattia, nello svolgimento di una vita condizionata da qualche deficit, fino alla morte.
Illuminanti insegnamenti mi sono pervenuti da queste esperienze.
Il cane affronta malattia, mutilazioni, vecchiaia e morte senza traccia di autocommiserazione, a meno che non gli venga suggerita da noi.
Il cane si identifica completamente nell’idea che noi abbiamo di lui, fin tanto che rimarrà integra ed il più alta possibile la nostra “coscienza del cane” ed immutati l’intensità e la qualità della nostra relazione e il nostro amore nei suoi confronti, il cane si dimostrerà capace di tenere testa anche al più infausto destino e, ancora una volta, saprà insegnarlo a noi.

 

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