Leggere il cane?

Durante il tempo che spensieratamente trascorriamo a guardare i nostri cani, ricaviamo delle impressioni.

Potremo così dire che il cane è esuberante, pigro, eccitato, spaventato, aggressivo, intraprendente, timido, imbarazzato, sicuro di sé …

Queste impressioni entreranno in risonanza con un archivio di memorie nostre, depositate nell’inconscio e pronte ad investirci con una forza che non hanno mai perduto e che viene risvegliata dal comportamento e dall’emozione che il cane sta manifestando.

La lettura del cane sarà, quindi, condizionata dal filtro del nostro inconscio.

Oltre che ricevere impressioni, ne trasmettiamo. E il nostro cane sarà prontissimo a ricevere le indicazioni suggerite dal nostro odore, dal tono della nostra voce, dalle nostre posture e movimenti e obbedirgli istantaneamente.

Se questa dinamica sta, senz’altro, all’origine dell’adagio popolare “tale cane tale padrone”, è però anche la ragione per cui i comportamenti indesiderati risultano tanto difficili da correggere.

La pratica di leggere il cane si dimostra, così, infruttuosa.

Scrivere il cane!!

Richiamare alla memoria le nostre migliori emozioni o comunque quelle utili a guidare il nostro cane là dove vorremmo condurlo.

In questo consiste la responsabilità e la complessità della leadership. Oltre che l’immenso beneficio, in termini di crescita personale, offerto dall’assumersi questo impegno.

Alessandro Coppola

leggere il cane
 

 

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